POST – APOCALISSE

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Via Ostiense era una riga di squadra che puntava dritta e risoluta verso il Sud della città ed arrivava fino ad Ostia, da cui prendeva il nome. Doveva essere stata piuttosto trafficata, un tempo: numerose macchine erano ferme in mezzo alla carreggiata, completamente arrugginite. In una piccola utilitaria c’era addirittura lo scheletro antico di una vittima prebellica. Le crepe dell’asfalto avevano avvallato la strada in più punti e gli edifici ai lati si scrostavano sotto il lavoro incessante dell’impietoso sole. Pioveva nel post-apocalisse? Non seppe darsi una risposta.

Foto ©AngelaPetruccioli
Testo ©MachinaReiMilitaris

Io sono Roma… (parte 2)

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“Io sono Roma. Sono una vecchia. Una bellissima vecchia con millenni sulle spalle. I lupi mi allattano, le aquile mi proteggono, i leoni mi temono. Dormo sotto gli scudi a testuggine, mi culla il suono dei tamburi, i corni da guerra intonano la mia ninna nanna. Io ho partorito, ucciso e divinizzato Cesare. Io l’ho elevato tanto che nessuno al mondo lo sussurra senza sentire il fremito di un antico saluto – Ave Cesare! –, senza respirarne l’ambizione e la bellezza, senza provare invidia per chi si è fregiato del suo nome, un nome che divenne titolo.”
Foto   ©AngelaPetruccioli
Testo ©MachinaReiMilitaris

Io sono Roma…

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Eppure, pur distrutta, quella città era Roma. Roma. Riempiva la bocca al solo pronunciarlo. Poteva essere ancora un simbolo, con tutte le macerie, con tutte le rovine, con tutte le ceneri. Poteva ancora far tremare i polsi, far piangere e far ridere. Poteva far innamorare, poteva far gridare in suo nome. Perché? Dopotutto erano solo macerie. No, non sono solo macerie. E’ un’icona. E’ un nome. Un impero. E’ bellezza struggente, forza d’animo, alzata di capo. L’avevano distrutta diverse volte nel corso della storia. E lei era sempre rinata, tre volte più forte, tre volte più grande, ostinata, opulenta. Aveva vinto la peste, i saccheggi dei Goti, il Sacco dei Lanzichenecchi, il bombardamento di San Lorenzo e Dio solo sa quanti altri orrori che l’avevano quasi rasa al suolo, perfino l’incendio dell’epoca neroniana. Ma era sempre tornata a vivere, splendida e ancor più splendida di prima. Roma. Io sono Roma. Bombardatemi e io mi ricostruirò cento volte più potente. Cento volte più viva.
Foto   ©AngelaPetruccioli
Testo ©MachinaReiMilitaris

Guerra e passione…

 

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Platone dice che la guerra esiste ed esisterà sempre perché nasce dalle passioni umane. […] E senza dubbio dice una cosa giusta. A pensarci bene, ogni nostro gesto è un atto di guerra. Ogni nostra azione quotidiana è una forma di guerra che esercitiamo contro qualcuno o qualcosa. La rivalità professionale e politica, ad esempio, è una forma di guerra. La contesa elettorale è una forma di guerra. La competizione in tutti i suoi aspetti è una forma di guerra. E certi sport sono un’autentica guerra. […]
Foto   ©AngelaPetruccioli
Testo cit. da “La forza della Ragione” di Oriana Fallaci

Leggere…

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Il piacere segreto di un lettore è la sua sempiterna possibilità di vivere le vite altrui, i corpi altrui, le storie altrui. Chi legge non è una persona che ha scelto di non vivere una vita. E’ una persona che ha scelto di viverne tante. Sono pochi grammi di inchiostro su materiale cartaceo, eppure hanno il potere più grande del mondo: le parole scritte hanno il potere di ispirare e muovere le persone, più di quanto cose ben più ingombranti possano fare.
Foto   ©AngelaPetruccioli
Testo ©MachinaReiMilitaris

Percezioni…

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Essere vuol dire essere percepiti, pertanto conoscere se stessi è possibile solo attraverso gli occhi degli altri. La natura della nostra vita immortale è nelle conseguenze delle nostre parole e azioni, che continuano a suddividersi nell’arco di tutto il tempo. La nostra vita non è nostra. Da grembo a tomba, siamo legati ad altri. Passati e presenti. E da ogni crimine e ogni gentilezza generiamo il nostro futuro.
Foto   ©AngelaPetruccioli
Testo cit. film “Cloud Atlas”