L’amore di Ecate…

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Molto bello è quando si dà per scontato che l’interesse più grande di una donna sia l’amore. Noi donne abbiamo sempre lo stigma di inguaribili romantiche, di masochiste che corrono appresso allo stronzo di turno perché in fondo la tragedia ci piace, perché le storie d’amore che finiscono male ci danno quel piacere segreto e recondito dolceamaro, un altro modo per poterci lamentare con le amiche. Così, perché pensano che ci piaccia fare le vittime, vestirci di amori perduti, amori mai conosciuti, amori mai iniziati, amori non corrisposti. Forse sbagliamo perché come archetipo abbiamo quel guazzabuglio della mitologia e letteratura greca: guarda Afrodite che diventa amante di Ares e tradisce quel brav’uomo di Efesto. Perché lo fa? Ma perché Afrodite è donna e le donne vogliono il bello e stronzo. Ed Efesto è cesso e buono. Guarda Era: Zeus le fa le corna e con chi se la prende? Con le amanti del marito, mica con lui! Forse sotto sotto le piace l’amore tormentato! Persefone si fa impalmare da Ade che l’ha rapita e rinchiusa nel proprio regno. Artemide invece se ne sbatte. Artemide vuole eccellere nell’arte venatoria, non vuole sposarsi, ha una muta di cani con cui va nelle foreste a caccia e ha la sua combriccola di amiche ninfe con cui se la spassa nei laghetti e nei fiumi. Artemide una volta viene scoperta nuda da quel cazzone di Atteone e, dopo averlo beccato, lo fa sbranare dai suoi cani. Artemide è la personificazione della luna: quando è in cielo è Selene, quando è sulla terra è semplicemente Artemide e quando è negli inferi è Ecate. Ora, anche se Selene, quella gran ninfomane, si innamorò di Endimione e fecero assieme 50 figli (50, ragazzi, non cinque. E nemmeno dieci. Proprio 50), quella che mi affascina di più è Ecate. Ad Ecate, come all’altra faccia di se stessa, Artemide, non frega un cazzo dell’amore. Ecate sta ai crocicchi e ti guarda speranzosa che tu intraprenda la strada sbagliata. Ha gli occhi luccicanti di speranza quando qualcuno vuole vendicarsi e la evoca per la sua protezione. Ecate protegge i viandanti, ma anche gli stregoni, le veggenti e chi deve partorire. Ecate ha migliaia di affari a cui pensare e nessun interesse a trovarsi un dio da sposare. Ha i suoi calderoni, le sue code di lucertola, le sue tre teste da pettinare e tutti gli animali neri a lei sacri a cui badare. Non ha tempo per l’amore. Ecate ama solo una cosa. Se stessa. E quando dicono che le donne hanno come obiettivo primario l’amore e che il loro archetipo affonda le radici nella mitologia greca, recate come esempio Artemide ed Ecate, le due facce di una triplice medaglia. Ogni donna è come loro. Ha tre aspetti. Tre modi in cui si può presentare. E quando proverete ad appiattirla ad uno solo, lei vi si girerà contro e vi mostrerà le altre due teste per farvi gradita sorpresa.
Foto ©AngelaPetruccioli
Testo ©MachinaReiMilitaris

 

 

 

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